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L’ospedale arriva fino a casa

In Italia 11.000 bambini soffrono di una malattia rara grave. Rara perchè colpisce 1 bimbo su 2.000. I sintomi si manifestano nei primi mesi di vita e spesso vengono coinvolti più organi, numerose sono le patologie croniche gravi ad alta complessità, che non guariscono ma che dobbiamo curare.

Sono bimbi speciali perché speciali sono i loro bisogni, speciale deve essere l’assistenza medica ma anche quella psicologica. Speciale è la loro vita, a lungo trascorsa in ospedale.

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Per bimbi ‘speciali’ l’ospedale è molto più di un ospedale, è una ‘casa’

Per un bambino con una malattia rara un letto in ospedale è molto più di un letto. È un luogo dove la cura diventa unica, i trattamenti personalizzati, la medicina e la tecnologia si alleano all’amore per la vita.

Spesso questi bimbi non riescono a muoversi, vedere, comprendere, respirare. I loro corpicini non riescono a difendersi dalle infezioni.

Hanno bisogno di respiratori, macchine per nutrirsi, assistenza medica specialistica costante, controlli periodici. E quando sono a casa devono essere costantemente seguiti, l’ospedale deve arrivare anche lì, con la sua professionalità e la sua capacità di pronto intervento in caso di bisogno.


L’ospedale può arrivare fino a casa

Sono oltre 150 i bimbi con malattie croniche gravi ricoverati nel corso dell’anno nel reparto di Terapia Intensiva dell’ospedale Buzzi di Milano (provenienti da tutta Italia). Sono bimbi ‘speciali’: affetti da malattie inguaribili, da una disabilità grave con una “life-limiting-condition” e per questo bisognosi di cure palliative pediatriche.

Sono bimbi fragili, così come lo sono le loro famiglie, la cui vita è spesa per la maggior parte in ospedale. Una volta a casa, la mamma, il papà, i nonni, i fratelli si trovano ad essere medici, infermieri, fisioterapisti per poterli assistere. Ma nonostante la malattia, hanno bisogno di stare anche a casa, di vivere – seppur con difficoltà – la loro vita tra parenti e amici.

Aiutarli anche a casa è la nostra missione.

Per loro Fondazione Buzzi – grazie al sostegno di Fondazione Comunità Milano – ha avviato un progetto sperimentale rivolto ai 50 piccoli pazienti che vivono a Milano. Per questi bambini Fondazione Buzzi vuole far sì che l’ospedale arrivi fino a casa, garantendo ai piccoli pazienti di ricevere gratuitamente le cure più adeguate restando nel calore della propria casa e tra l’affetto dei familiari.

Per loro, Fondazione Buzzi ha messo a punto una serie di attività che vanno ad integrare e completare il modello di intervento creato dall’ospedale Buzzi a sostegno di questi pazienti così speciali.

Un’equipe composta da infermiere e fisioterapista che si reca periodicamente a casa del paziente e la dotazione di un tablet attraverso il quale le famiglie ed i bambini possono comunicare con i medici e gli infermieri del reparto di Terapia Intensiva dell’ospedale Buzzi. I bambini più grandicelli possono comunicare quotidianamente con i medici, raccontare i sintomi, i bisogni, le difficoltà. Mamma e papà possono chiedere consigli, suggerimenti, interventi immediati in caso di emergenza.

E così i medici diventano molto più di medici, diventano compagni di percorso, amici nelle difficoltà, arrivano con il loro aiuto fino lì, tra le mura domestiche.

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Il modello di intervento del Buzzi al servizio di bimbi e genitori

Un’eccellenza a livello regionale:

  • Numero Verde 24 ore su 24
  • Case manager personale
  • Ambulatorio per le Cure Palliative Pediatriche e per il dolore cronico grave
  • Day Hospital e ambulatorio per i ricoveri brevi
  • Valutazione respiratoria e indagini diagnostiche veloci
  • Terapie mediche personalizzate Consulenze multidisciplinari (cardiologo, neurologo, chirurgo pediatra, pediatra, psicologo…)
  • Counselling genitori e pediatri di famiglia

Ogni aiuto a Fondazione Buzzi per il progetto L’Ospedale arriva fino a casa contribuirà a:

  • sostenere l’attività svolta al domicilio da un’equipe multidisciplinare composta da infermiere ed un fisioterapista che si recheranno periodicamente al domicilio del paziente;
  • dotare il ‘case manager’, il professionista esperto in terapie intensive che deve tenere sotto controllo i bimbi a casa e monitorare il loro stato di salute, di 1 computer centrale con il quale poter monitorare l’attività svolta a domicilio;
  • donare ai bambini coinvolti nel progetto 50 tablet per comunicare direttamente con l’ospedale.

Ogni donazione, anche la più piccola, contribuirà a sostenere il lavoro dell’equipe multidisciplinare una volta terminata la fase di sperimentazione del progetto.


Sostieni il progetto L’Ospedale arriva fino a casa

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