Poesia sui diritti del bambino in ospedale

Rosalia MarianiUna filastrocca ispirata alla Carta EACH (European Association for Children in Hospital 11-13 maggio 1988), per esprimere i principali diritti dei bambini in ospedale.

 

POESIA SUI DIRITTI DEL BAMBINO IN OSPEDALE

Scopriamolo insieme che l’ospedale
è quasi uguale a un albergo ospitale,
un luogo speciale dove esser curati
per quei bambini che si sono ammalati.
Se è l’unico modo per riuscire a guarire,
in ospedale bisogna venire.
Perciò non diciamo: “Io qui non ci sto!”:

UN BAMBINO HA DIRITTO A

                          STAR MEGLIO CHE PUÒ.

 

Se ci trattengono in ospedale,
ci mancano i giochi, la vita normale.
Così ci è d’aiuto aver sempre vicini
la mamma, il papà, fratellini e cugini.
(Ho portato da casa pure il mio orsetto,
che faccio saltare, danzare sul letto.
Poi gioco a nasconderlo dentro il cassetto,
ma lui sbuca fuori col suo muso furbetto!).

INSIEME ALLA CURA PER LA MALATTIA

– che è fatta apposta per cacciarla via! –

UN BAMBINO HA DIRITTO A PIENO RISPETTO,

MA SOPRATTUTTO A RICEVERE AFFETTO.

 

In tutte le camere a noi riservate…
Ma quanti disegni, come son colorate!
Per ogni bambino non c’è solo il letto:
ognuno ha per sé comodino e armadietto;
e se ci stanchiamo di riposare,
ci aspetta una sala dove stare a giocare.
Nell’ospedale c’è persino la scuola,
che è tinta di verde, come fosse un’aiuola.

Tutto questo per dire che UN BAMBINO AMMALATO

HA SEMPRE DIRITTO AL SUO SPAZIO PRIVATO.

HA pure DIRITTO A UN AMBIENTE ADEGUATO,

CHE APPOSTA PER LUI SIA STATO ATTREZZATO.

 

Io ho la varicella, tu hai l’endocardite,
lei l’asma bronchiale, l’afta e la colite.
Ogni malattia risuona strana e oscura,
tanto che a sentirla… ohibò, quanta paura!
E allora tutti quanti a chiederci: “Perché?
Cos’è questa sciagura che è capitata a me?”
Ma ecco che il dottore risponde alle domande,
convinto che UN BAMBINO HA un diritto grande,

IL DIRITTO DI SAPERE LA MALATTIA CHE HA

lui ora gliela spiega con semplicità!

 

UN BAMBINO MALATO HA DIRITTO ALLE CURE:

pomata, sciroppo, pastiglie o punture.
(A me piacerebbe un cioccolatino
tutte le volte che ho male al pancino!)
A parte questo, che ci sembra scontato,
un altro diritto ci viene accordato,
quello importante di riuscire a capire
com’è che la cura possa farci guarire,
quello di dire tutto ciò che sentiamo,
se il trattamento noi lo approviamo.
Siam dunque d’accordo che UN BAMBINO HA DIRITTO

– anche i dottori lo hanno messo per scritto! –

AD ESPRIMERE DUBBI, PARERI, PAURE

SULL’OSPEDALE, SULLE SUE CURE.

 

Nel cuore di chi sta all’ospedale è impresso:
nessun gesto che ci offenda è ammesso,
ogni forma di violenza è proibita,
qualsiasi negligenza verso di noi bandita.
Trattare male i bambini è vietato,
ognuno di noi va protetto, curato.
E poiché meritiamo grande considerazione,
si badi ad ogni tipo di sperimentazione…
Si ricordi che DI FRONTE A UNA TERAPIA NUOVA

UN BAMBINO HA DIRITTO DI DECIDERE SE FARE LA PROVA.

 

C’erano due topini, armati di coraggio:
fecero fuori un drago, allergico al formaggio.
Per vincere il brutto mostro scoprirono la sua allergia,
lo fecero a fette in casa, nel Paese della Fantasia.
Io e te come i due topini, contro il drago Bruttabua,
pronti a vincere la lotta, io la mia e tu la tua.
Perciò in prima persona lo dico e lo ripeto
(così la filastrocca adesso la completo):
HO IL DIRITTO DI CONOSCERE LA MIA MALATTIA

E – SE SI PUÒ – COME CURARMI, TORNANDO A CASA MIA!

 

Rosalia Mariani
Chizzocute
www.chizzocute.it

 

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