Per le mamme che pensano: chi me l’ha fatto fare?

Loredana AmodeoAmiamo i nostri figli, non sapremmo come vivere ormai senza di loro, e la vita di prima ci sembra lontana anni luce. Esatto, ci sembra lontana anni luce davvero, e scommetto che anche il più paziente ed amorevole dei genitori abbia almeno una volta pensato “Ma a me, chi me l’ha fatto fare?”

Quante volte l’abbiamo pensato?
L’abbiamo pensato quando abbiamo trascorso una delle tante nottate difficili a camminare avanti e indietro con un bambino piangente che non si lasciava consolare da nulla, mentre il letto ti guardava sornione, più bello ed invitante che mai.

L’abbiamo pensato quando, pronte per la comunione della nipotina, il nostro bambino ha rigurgitato sopra a quel vestito che era stato così tanto difficile trovare per via della nostra nuova forma fisica.

L’abbiamo pensato quando una sera, alle 22, abbiamo messo a nanna il pupo, riempito la vasca dopo mesi e mesi che lo desideravamo, e pucciato il piede a mollo constatando che l’acqua era PERFETTA, e… “ngheeee”, quel pianto ha rovinato tutto, ed abbiamo assistito impotenti al liquefarsi della schiuma e al raffreddarsi dell’acqua, la nostra acqua PERFETTA.

L’abbiamo pensato quando, sedute sul wc, siamo state costrette a tapparci le orecchie per non sentire le urla provenire al di là della porta e poter quindi concludere ciò che avevamo iniziato senza – troppi – sensi di colpa.

E chissà in qualche altre occasioni ci siamo chieste perché abbiamo scelto di diventare mamme. Ma sapete che c’è? Che finito l’attimo di ben giustificata auto commiserazione diamo sempre una risposta a quella domanda.

Ognuna di noi ha i suoi motivi
Personalmente ho scelto di diventare mamma perché avevo bisogno di prendermi cura di quei fagottini che tra le braccia delle altre mamme mi mandavano in visibilio, l’ho scelto perché volevo uno di quei sorrisi sdentati a svegliarmi al mattino, lo scelto perché quel profumo l’hanno solo loro, perché quell’amore profondo e totalizzante spesso scopri di averlo dentro solo quando ti poggiano al petto tuo figlio per la prima volta.

L’ho scelto perché sapevo che per sentirmi completa sarei dovuta diventare mamma, l’ho scelto perché sapevo che su chissà quale nuvoletta c’era un bambino che aspettava proprio me.

Anche il “Chi me l’ha fatto fare?” era previsto, sapevo che la maternità non è solo bel tempo e che ci sono momenti difficili, quindi non mi sono mai sentita in colpa per i miei momenti di disagio verso un ruolo che abbiamo sì scelto, ma che non ci ha insegnato nessuno, il ruolo più complesso che c’è ma senz’altro il più appagante, e non c’è “Chi me la fatto fare?” che tenga al suono di “Mamminetta, ti boglio tanto bene!”

Loredana Amodeo

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